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Ricordi, rimorsi, rimpianti... suggestioni, impressioni, riflessioni di una gatta psicopatica.


Diario


31 dicembre 2007

Si brinda... Ma su un altro fuso!

            


Quest’anno la “comune” festeggerà fuori casa: mio zio con gli amici, i miei genitori con i compagni di briscola, mio nipote per la prima volta in una festa di giovani, il resto della famiglia di mio fratello a casa dei cognati… Rimaniamo soli mio marito ed io e almeno per questa volta non dovremo rincorrere Sherazade sotto il letto, terrorizzata da fuochi e scoppi di mortaretti.

Sarà la consueta cena di fine anno, ogni anno un po’ meno briosa. Per fortuna a nessuno dei due piacciono le “feste obbligate”: fosse per me cenerei più o meno come Mr. Bean (ricordate l’episodio?) o – scherzi a parte - con una normalissima cena; mio marito vuole che si stacchi un po’ dalle altre sere e cucina (lo fa lui, devo ammettere) a base di pesce. Pochissime portate, ma innaffiate da spumante, che io adoro.

Nonostante il cibo sia moderato, non riesco mai ad assaggiare tutto, anzi a metà pasto sono sazia. Ci spostiamo poi in salotto (chiamiamolo così eufemisticamente) a guardare un film. Solitamente alle dieci noi abbiamo terminato di cenare e di brindare, per cui qualche giorno fa consideravo che il nostro capodanno coincide con quello di Mosca: anticipato sul nostro fuso orario, ma valido.

Come Mr. Bean, appunto, sono i fuochi artificiali che ci svegliano alla mezzanotte italiana, ma abitiamo in campagna e questa volta saranno lontani; forse anche Sherazade continuerà a dormire tranquilla.

Lui, Mr. Bean, si arrabbia perché è stato imbrogliato, noi ci mormoriamo un “Auguri” assonnato.
E mentre mi riaddormenterò, stanotte, penserò che un altro anno di “scuola” ricomincia e stavolta toccherà studiare davvero per essere promossi!


                                                                           

  Mr Bean Do it Yourself Part 1 0f 4          Mr Bean Do it Yourself Part 2 0f 4
                                             Mr Bean Do it Yourself Part 2 0f 4 


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30 dicembre 2007

Suona la campanella di fine anno! 2007: promosso o bocciato?

 


Lo scorso anno, il 2006, è stato talmente doloroso per la nostra famiglia, che aspettavo il cambio di numero come un talismano, pur non credendo affatto nei porta fortuna o sfortuna.

Come era prevedibile infatti, il 2007 non è stato che il proseguimento naturale di avvenimenti in continua evoluzione.

Eppure, come tutti gli anni alla fine di Dicembre, non rinuncio a fare una specie di bilancio dei 365 giorni appena trascorsi. Si tratta più che altro di un riepilogo degli eventi che hanno lasciato una traccia, sia che se ne intuisse immediatamente la portata o che si siano rivelati nella loro grandezza solo a posteriori.

Intanto a Dicembre dell’anno prossimo compirò 50 anni e – impressione molto diffusa – per certi versi non me li sento e mi comporto o ragiono ancora come una ragazza immatura, per altri, soprattutto fisici, non posso fare a meno di prenderne atto. Non sono mai stata bella e non ho mai avuto un fisico sportivo, ma ultimamente ho cambiato talmente aspetto che sto cercando di abituarmi a riconoscermi nella diversa immagine che mi rimandano gli specchi.
Perché il 2007, in anticipo su quanto sperassi, ha sancito definitivamente la mia impossibilità di avere figli e la conseguente rapida trasformazione del mio corpo e… del mio umore.
Mi sono ritrovata con crisi depressive più frequenti e più pesanti e con una svalutazione di me stessa piuttosto consistente.
C’è ancora qualche sprazzo di ribellione in me, un desiderio di cambiare, ma anche una profonda e limpida coscienza dell’ineluttabile, del “troppo tardi”.

Dopo diciassette anni, il primo viaggetto con mio marito si è rivelato un disastro: altro che complicità da ritrovare, se mai c’è stata! L’elastico che ci teneva già poco uniti si è allentato definitivamente, benché lui continui a sperare in qualche evoluzione miracolosa ed io abbia preso atto della realtà e mi sia arresa: nessuna complicità, nessuna progettualità. La “nostra” casa è ancora incompiuta e aspetta dal 1994!
“Non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza…”. E ce la faremo bastare: che senso avrebbe separarci alla nostra età e con una situazione economica che non ci consentirebbe di vivere l’uno senza il contributo dell’altra. Inoltre siamo due caratteri troppo deboli e fragili e forse è comunque meglio che ci sorreggiamo come possiamo, piuttosto che lasciarci sprofondare del tutto nelle sabbie mobili.

E poi ci sono le mie radici, i miei genitori. Posso ringraziare il Cielo o chi per esso di averli lasciati ancora in vita, nonostante varie vicissitudini. Mia madre è stata ricoverata in ospedale tre volte e operata due, mio padre ha anche lui tanti guai, li vedo sfiorire davanti agli occhi. Non hanno smesso di considerarmi la figlia più “sfigata”, ma più “utile”, comunque io voglio loro bene, ci sono e questa è una buona cosa. Ricordo che da piccola pregavo Dio di lasciarmeli almeno fino a dopo i cinquant’anni perché mi sembrava che allora sarei stata vecchia anch’io e che avrei potuto sopportarne meglio la perdita. Ormai ci sono arrivata e vorrei spostare più in là la data: abbiamo già pagato un contributo di lutti in famiglia.

Sherazade, la mia impagabile amica dal pelo nero, con i suoi grandissimi, lucidi ed espressivi occhi, ha compiuto tredici anni, ma è molto più malmessa che per la sua età. La stiamo curando da un mese con scarsi risultati. Sento che non starà ancora a lungo con noi e questo mi fa molto male. Cerco di non pensarci, ma Sherry è stata la mia ancora di salvezza tante volte! Dicono i miei famigliari che nemmeno riescono a immaginarmi andare in giro per casa o nel cortile senza lei accanto o sulla spalla.
Quanto, quanto le voglio bene! Per consolarmi, mi dico che avrebbe potuto restare con noi meno tempo...

Il lavoro… Anche su questo (e non mi era mai accaduto) hanno influito le défaillances dovute sia alla salute dei miei genitori, sia al cedimento delle mie energie psico-fisiche.
In più ho dovuto subire delle ingiustizie così macroscopiche
a favore di colleghi tenuti in alta considerazione per favori personali al capo, che mi sta mancando la spinta per continuare. Non mi riferisco alla carriera, perché non sono ambiziosa e mi basta e avanza il livello cui sono arrivata, peraltro piuttosto alto, più per coincidenze fortunate che per meriti.

E’ l’ambiente che mi è stato creato intorno, il quotidiano disagio, l’essere sempre nella mira e accusata anche quando la colpa è d’altri; è il rendersi conto che cercare di far valere le mie sacrosante e legittime ragioni, mi ha portato solo a peggiorare la mia posizione. E’ il dover subire delle scorrettezze e ingoiarle, perché impotente a cambiare le cose. E’ il constatare sulla propria pelle che… “c’è del marcio… nella pubblica amministrazione italiana”.

Tutti questi disagi interiori si sono estrinsecati all’esterno in un disordine così macroscopico, che io chiamo “il mio caos primordiale”, dal quale, nonostante gli sforzi compiuti, come una cura medica da seguire, non riesco ad uscire. Forte urla la sofferenza interiore, la mia condanna a vita. Tanto è esasperato il mio disordine interiore, così inimmaginabile quello esteriore e viceversa, come il famoso cane che si morde la coda.

Ho imparato a nascondere molto bene il mio male, recitando delle parti, indossando delle maschere differenti a seconda delle circostanze, ma tutto ciò non ha fatto che aumentare una pressione non sfogata e a trasformarsi anche in numerose e fastidiose malattie psicosomatiche.

Con tali presupposti il 2008 non si preannuncia molto positivo, ciononostante non voglio dimenticare il buono che ho avuto e con il quale vorrei chiudere in modo un po’ più ottimista: siete voi, che passate a farmi visita e mi lasciate un saluto.

Benché il mio blog sia alquanto mediocre e negli ultimi tempi non abbia scritto quasi nulla, ho avuto la conferma di alcuni vecchi amici e ne ho conosciuti altri. Ci sono stati momenti di incomprensione, l’ultimo qualche giorno fa, ma complessivamente sono grata a tutti coloro che si sono prodigati a tendermi la mano ogni volta che stavo per cadere nel pozzo.
Alcuni li ho nel cuore in modo particolare; non farò nomi perché sono certa che ognuno di loro sa che parlo anche di lui o di lei.
Ho imparato molto da tutti voi, sia dal punto di vista intellettuale che dei sentimenti; ho imparato anche che ciascuno ha le proprie pene e le sopporta con dignità e le affronta con coraggio, una lezione che sto cercando faticosamente di mettere in pratica.

Spesso ho avuto la tentazione, messa a volte in pratica, di cessare il mio sito; anche ieri l’altro.
Mi vergogno perché ho poco da dire e nemmeno so scrivere come vorrei o come leggo altrove, ma mi avete dimostrato di accettarmi come sono, con tutte le mie limitazioni e non sarebbe giusto chiudere la porta in faccia a tanto altruismo, né essere irriconoscente. Continuerò e cercherò di fare del
mio meglio, come posso.
Saranno i miei post lontani dalla vita pubblica e l’intenzione del blog quella di creare – aiutandomi con la grafica, l’illustrazione e l’impaginazione - un’oasi accogliente dove il viandante possa riposare.
I miei commenti su altri blog invece, seguiteranno a distinguersi nettamente per argomenti e temperamento.

Una specie di schizofrenica selvatica gatta nera, che estrinseca le proprie distinte personalità nella sua tana e fuori nella notte.

Il 2007 è stato tutto sommato un anno di stallo. Era intelligente, ma non si è applicato abbastanza... O sono io che non mi sono applicata a sufficienza?
L’appuntamento per la prossime riflessioni sul tempo trascorso è fra un altro anno: vedremo di studiare di più.


Brindiamo comunque sia andata!
Auguri a tutti quanti perché alla fine del 2008 possiate sentirvi soddisfatti di voi stessi e in pace con la vostra coscienza.
Un anno di sentimento, di serenità e di produttività in tutti i settori della vostra vita.



 


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29 dicembre 2007

Parma in festa - 2007.



   



Piazza Garibaldi, con il tradizionale albero di Natale.






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28 dicembre 2007

Scorci di Parma.

Inauguro oggi la periodica pubblicazione di fotografie della mia città.

Non le ho scattate personalmente, ma prossimamente potrei anche trovarmi tra le mani una macchina fotografica digitale e allora chissà…

In realtà io abito in provincia, a una trentina di chilometri, ma fin dai tempi della quarta ginnasio, Parma è diventata il luogo dove trascorro la maggior parte del tempo.
Mi piace. A volte mi è capitato di andare in centro per compere e di fingere di essere una qualsiasi turista, con il naso in su a guardare con altro occhio i monumenti e le vie così note. E’ un’esperienza curiosa, interessante, che mi sento di consigliare.

 


Questi sono due dei simboli della città: l’opera lirica e le biciclette.

I loggionisti del Teatro Regio decretarono il successo o la débâcle delle prime di parecchie opere.

Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, le due stelle della musica a Parma.

Le biciclette, come in altre città dell’Emilia, sono ancora molto diffuse per gli spostamenti cittadini. A volte qualcuno ce lo fa notare, ma per noi è un’immagine quotidiana veder passare signore eleganti o ragazzi in jeans o operai o studentesse... La bicicletta non fa distinzione di classe, almeno quella.

                                                                                       


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27 dicembre 2007

Una ricetta.

           



                                Tempo occorrente: alcuni giorni.

                                Ingredienti
:

                                    due persone innamorate
                                    una distesa di neve dolce
                                    un minuscolo rifugio
                                    un camino sempre acceso
                                    candele profumate
                                    alcuni dischi di musica soffice
                                    qualche libro di buona qualità
                                    cibo semplice, ma gustoso.


Preparazione:

Informate parenti, colleghi, amici e conoscenti... Che per un po' di giorni sarete irraggiungibili ed eleggete una persona di vostra completa fiducia alla quale telefonare una/due volte al dì (brevemente) per eventuali urgenze vi dovessero essere comunicate.
Raggiungete il luogo da voi prescelto.
E' importante che sia piuttosto isolato, ma non tanto da procurarvi ansia.
Dopo esservi sistemati all'interno del rifugio, ben riscaldato dalla legna accesa, vestitevi accuratamente in modo da lasciare scoperto solo il viso ed uscite, senza dimenticare di portare con voi una buona dose di fanciullezza.
Camminate nella neve, sotto i rami appesantiti e divertitevi a scuotere i più bassi così da essere investiti da una frizzante spruzzata di goccioline gelate.

                                                                                 

Appallottolate grosse quantità di neve e cercate di colpirvi a vicenda; è necessario che le palle siano grandi, ma molto friabili così da esplodere, frantumandosi, appena vi toccheranno.
Infine, trovate un luogo ove la neve sia particolarmente alta e spumeggiante e abbandonatevi senza opporre resistenza, lasciando che siano le braccia candide sottostanti ad accogliervi.
Ripetete più volte, annaffiando con abbondanti risate. 
       Quando le gote e i nasi saranno sufficientemente arrossati, procurate di ritornare a casa in fretta.

                         

Togliete tutti i vestiti bagnati e riprendete calore insieme, sotto una doccia quasi bollente.  Coccole a piacere.
Quindi, su un sottofondo molto morbido di musica e l'esperidato profumo di una candela agli agrumi, spalmate alcune ore d'amore e passione nella stanza riscaldata e illuminata dal fuoco del camino.
Guarnite con una cioccolata gustata lentamente e con brani e poesie letti ad alta voce, alternandosi l'uno all'altra.
Completate con una cena sostanziosa e leggera e terminate con un sonno ristoratore sotto un accogliente piumino naturale.
Il giorno successivo potrete gustare nuovamente il dolce, riprendendo la ricetta dal punto che preferite e aggiungendo ingredienti secondo le vostre predilezioni.
Appropriati uno o due gatti che fanno le fusa.

Il successo è assicurato! Buon appetito!

   
   


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26 dicembre 2007

The day after.

 


Chissà perché il giorno dopo Pasqua o dopo Natale è ancora festa?

Il Lunedì dell'Angelo o Santo Stefano, il protomartire, sembrano essere stati messi lì per poter decantare la "sbornia" da festa, mentre nessuno (o quasi) si sofferma a considerare chi o che cosa stia festeggiando.

Magari è l'occasione per prolungare un viaggetto, oppure per incontrare la famiglia dell’altro componente di una coppia, dopo che si è arrivati tra mugugni e malumori a decidere a chi sarebbe toccata la “seconda scelta”. Un remake del Natale, in tono minore. 


Perché poi, diciamocelo apertamente, lo spirito del Natale, la generosità, l'altruismo si dissipano in fretta, scontrandosi spesso con i doveri da rispettare, gli obblighi.

Già l'affannosa scelta dei regali limita non poco il piacere del donare e del ricevere, tant'è che non pochi hanno scelto di abolire il tradizionale scambio di doni.
Sono convinta che lo spirito giusto si potrebbe recuperare, allargando i propri orizzonti, facendo partecipare alla festa chi ha meno di noi, senza però dimenticarcene tutti gli altri giorni dell'anno. O forse anche questo è un facile luogo comune...

Gli auguri sono grati e si fanno anche volentieri, ma sempre col timore di dimenticare qualcuno. Per me poi, che durante le feste natalizie vorrei spegnere l'interruttore, diventano un impegno gravoso, proprio perché debbono essere fatti entro un certo limite di tempo e perché mi costringono ad uscire dal guscio in cui mi rintano al primo sentore di panettone. Cosicché finisco per sentirmi in colpa per non essere stata presente.

                            

Non so quando ho incominciato a non amare il Natale, che per tanto tempo ho vissuto serenamente... Sì, invece. Come un'improvvisa folgorazione ho ricordato gli anni in cui non ero ancora sposata, quando la mia famiglia era quella d'origine, quando non dovevo fare i conti con un'abbuffata di cose piacevoli, tanto da divenire sgradevoli.

Non c'erano regali da scambiarsi, non i cenoni o i pranzi esagerati, non le riunioni in cui all'affetto si mischiano i piccoli risentimenti, le punzecchiature... i "parenti serpenti" del noto film di Monicelli. Nei ritrovi con la famiglia di mio marito è così e per fortuna mi capita raramente di dover partecipare: ogni volta esco un po' stravolta dai battibecchi, dalle rivincite, dalle frasi mormorate sottovoce, ma con il sorriso sempre fisso sulle labbra e un diverso riflesso negli occhi. Mi dispiace ammetterlo: è un veleno del tutto femminile.

Complice il fatto di non aver avuto né figli, né un matrimonio fortunato, la magia del Natale è svanita a poco a poco, fino a farmelo diventare addirittura inviso.
Attualmente non preparo più il presepe, non allestisco l'albero o altri addobbi, quando da ragazza ero sempre io ad occuparmene, con gioia e creatività.
Mangiamo più o meno come gli altri giorni e da soli, mio marito ed io.

Fino a un paio d'anni fa, almeno un giorno su tre, partecipavamo alla riunione della mia famiglia d'origine, con i nipotini e le chiacchiere urlate da una parte all'altra del tavolo, ma da quando è deceduto, in un incidente, il giovane marito di mia sorella, anziché stringerci di più, si siamo allontanati, come per una specie di pudore, come se essere contenti insieme non fosse più possibile: c'è il fantasma della morte, a tavola con noi.

                                                           

Mi è rimasto soltanto il gusto per l'iconografia del Natale, per quei disegni che fanno sognare, sgranare gli occhi e socchiudere le labbra in un "ooh" di meraviglia alla piccola bambina, che fortunatamente o fortunosamente non mi ha mai lasciato.

Anche quest'anno è finita: babbo Natale può riposare, almeno per un po'.
                                                                                                            


25 dicembre 2007

Non vi ho affatto dimenticati.

 


Non vi ho affatto dimenticati, nessuno di voi.

E’ vero, da tempo non rispondo alle lettere private, agli auguri; mi sono avvitata su me stessa, come mi hanno fatto amichevolmente notare e mi sono fatta del male, trascurando gli altri.

Vorrei solo fare sapere a tutti quanti mi sono stati vicini che sto lavorando per uscire dalle tenebre, seguendo una piccola luce lontana e che sono loro molto riconoscente.

Un abbraccio speciale a coloro – quasi tutti, come potrebbe essere diversamente? – che hanno tanti crediti da riscuotere dalla vita.

A presto, spero, mentre il Natale si va spegnendo anche quest'anno.  
                                    


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25 dicembre 2007

Regali...?

 



Regali di Babbo Natale? Allora come è andata?

E' stato bravo o vi ha lasciato con la solita "fregatura"?

Personalmente non ho mai creduto a Babbo Natale

anche perché non si è mai fermato a casa mia:
 
sarò stata sempre troppo cattiva?  ;-)

Uhm, meglio dormirci ancora un po' su...




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24 dicembre 2007

Buon Natale!

 

                

     BUON NATALE !     


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23 dicembre 2007

Luce e colori.

 













Full rainbows

 


http://www.youtube.com/watch?v=9Mo9TRHaScw&eurl=http://www.go.ilcannocchiale.it/member/blog/post/post.aspx?post=1706292
 


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22 dicembre 2007

Il giorno più breve.

 

 


Solstizio d'inverno: la lingua sembra danzare tra la bocca e le labbra, mentre pronuncia queste parole.

La festa della luce che rinasce, il vero inizio di un nuovo anno.

La speranza e la linfa vitale che, molto lentamente, cominciano a rifluire nella mente e nello spirito.

                                                                                                                    


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"Oh Signora Threadgoode,
io mi sento troppo giovane

per essere vecchia
e troppo vecchia
per essere giovane!"
 
Fried green tomatoes
27 Dicembre 1991.


 

 "La donna nell'arte"

 

 

"Women in film"
 

 

Toutefois
l'amour vrai rare peut être,
il est moins ainsi que l'amitié vraie.

Per quanto
il vero amore possa esser raro,
lo è meno della vera amicizia. 

François Duc de La Rochefoucauld

 

 

 


 

 

 Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

  Rabrindranath Tagore

                                     


    


    Le aleggiava sulle labbra
e le splendeva negli occhi
un sorriso tenero e radioso,
che pareva scaturire
dal cuore medesimo
della femminilità.

 
"La lettera scarlatta"
Nathaniel Hawthorne

 

 

                                               
 
                                                        
             Pierre Auguste Renoir
                 Spring bouquet, 1866


 
 


           

 

"Non permetterò a nessuno
 di mettermi in gabbia".


"Non voglio metterti in gabbia,
 io voglio amarti".

 

" E' la stessa cosa".



              
 

 

 

 


Sognare 

Fabia, sono Catullo.
Ti ricordi quando volevo baciarti
e non l'ho fatto?
Quando volevo toccarti
e non ho potuto?
Quando volevo portarti via
e me l'hanno impedito?
Ora ti sogno tutte le notti
e nessuno può farci nulla.

Da: Poesie d'amore
Enrico Galavotti

                                              
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Upgrade your email with 1000's of cool animations

Hanno alzato lo sguardo
a questo firmamento:


    


Adriana Libretti
Aidi
Aislinn
Ale (a destra)
Aleiorio
Alice
Alternativo 2
Amore di grafica - Kekkina
Anabasi
Animainviaggio
Annamarea - Anna Maria
Annie 80
Anelli di fumo - Sciltian
Ape_blog
Arciprete
Arraffagatto (Arfasatto-Serapione) - Elena
Attimo fuggente
Aurora 86
Barbarab
Baskerville *
Batlogreturns - Kia
Beppone
La casa di Beppone
Blue River - Mass(im)o
Bread & Roses - Simona
Broken clock
Calimero (Nuvolee)
Calma apparente - XaoS
Calzetta
Camera con vista - Claudia
Caravanserral (ex Il cavaliere
errante) - Nicola
Carezza invisibile - Irene
- ex BBMount
Carlo Rubboca *
Cat
Chiamami aquila
Coda di lupo - Gian Pietro
Concy 31
Cristiana G.
Darkismy
Devarim
Dimensione (distrattamente) Morgana - La bottega di spezie - Laura
Eleonora blog
Esperimento
Estrella Vanilla
Esseno - Giuseppe
Eta-beta - Gabriella
Ex Rastagirl- Dina *
Exit - Enrico
Exodus Raian - Mauro Dino *  (doppio link)
Fiore di campo - Gianna
Fort
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Sinistra maldestra - Damiano
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Veglie
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Violetta Color - Futura3000
W la matematica - Sebastiano
Zemzem
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1dobby8 - Monica
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                           *La rosa sul fiume


                          


 

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   quando osservo un gatto
 che sta osservando qualcosa
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     MARINA GARAVENTA

                 

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             Il disagio mentale

 

 



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